FLASHES. DI TUTTO UN POCO, FRA IERI ED OGGI.
L’insediamento di Obama alla Casa Bianca non è stato ben salutato dalla Borsa, segno evidente che il suo intervento a largo spettro, e cioè nell’interesse di tutti, non è stato gradito dai “soliti noti” che temono venga loro messe le mani in tasca a favore del sociale. Esattamente come sta succedendo oggi anche in Italia, ove la forbice fra ricchi e poveri si sta allargando sempre di più a favore, anche qui, dei soliti noti, che ora stanno sopprimendo il ceto medio, riducendolo all’umiliazione ed alla fame.
Bush è stato fischiato quando, a Washington, si apprestava a salire sull’elicottero per tornare a casa dopo l’insediamento di Obama, segno evidente che gli americani non hanno apprezzato la sua gestione, con riferimento, soprattutto al suo spirito di guerrafondaio, come il padre. Non dovrebbe essere bello un saluto di commiato come questo, destinato a rimanere, per una persona che lascia il lavoro, un ricordo negativo perenne.
Berlusconi non ha partecipato alla cerimonia di insediamento di Obama, motivando la sua assenza con il fatto di non ritenersi una comparsa, ma di essere protagonista al pari degli altri Presidenti. C’è da chiedersi, ora come ora, quale tipo di saluto egli otterrebbe nel caso dovesse lasciare Palazzo Chigi, come personalmente mi auguro, stante la sua forte “identità” con Bush…
Ieri sera, a Ballarò, come sempre, abbiamo assistito a scene da voltastomaco, non certo per la buona qualità della trasmissione, ma perché i soliti di centro-destra non consentono, da quindici anni a questa parte, di parlare agli altri che non la pensano come loro. Si dice – in questo caso giustamente – che i giornalisti sono dei cani da guardia della democrazia, ma allora, analogamente, ma purtroppo con intenzioni molto diverse, dovremmo dire che i politici di centro-destra partecipanti alle varie trasmissioni mass-mediatiche, sono dei cani da guardia della….Corte di Berlusconi, come continuamo a constatarlo da sempre con i vari Cicchito, Lupi, Gasparri, Fito ecc.ecc., non dimenticando che il precursore-prototipo di questa corrente è stato sicuramente Elio Vito, diversi anni fa, a Porta a Porta, il quale, lo ricordo come fosse adesso per il grande fastidio arrecatomi, non permetteva di parlare a nessuno, nemmeno a Bruno Vespa…
Oggi non si parla altro che di “cassa integrazione”. Mi domando se, di questo passo, dovremmo cambiare l’articolo uno della costituzione, modificando in “L’Italia è una Repubblica fondata sulla cassa integrazione” e non sul lavoro, come la suprema carta contempla. Non so se ci rendiamo conto che le risorse non sono eterne e che, per risolvere il problema, anche al di fuori della situazione contingente di crisi economica, sarebbe opportuno creare le condizioni per una maggiore giustizia sociale attraverso una più equa distribuzione della ricchezza. E le condizioni esistono ! Ma sono sconvenienti per i “soliti pochi e noti” !
Gli economisti francesi dicono : “ Quand l’économie comprime la société, parfois ça explose. Mais souvent, ça écrase “, il che sta a significare che quando l’economia comprime la società (ed ora ci troviamo in questa situazione) , le componenti sociali finiscono per esplodere, ed allora si corre il rischio, molto reale, di trovarci tutti di fronte ad uno scenario imponderabile e pericoloso. Da questo pensiero preoccupante, voglio dirlo a voce alta, il governo Berlusconi, è lontano anni luce, anzi temo che egli non sia in grado di capire queste cose, nella sua veste di uomo d’affari e non di politico, molto e molto lontano dai principi della dottrina sociale della Chiesa che, ma solo pretestualmente, egli cerca di tenersi buona a fini elettorali, carpendo la buona fede persino dello stesso Clero, oltre che delle fasce deboli che incanta con le..veline…
Potrei continuare a iosa, ma concludo con un flash il cui contenuto infastidisce molto questo governo, le cui conseguenze potrebbero determinare da subito un grande e pericoloso squilibrio fra le componenti sociali. Vittorio Coletti, noto docente universitario, oggi scrive: “Ricercatori di sessanta e meno anni (le vere vittime del momento) sono sbattuti in pensione (non certo alla fame, sia chiaro), con una insensibilita’ umana e sociale che forse per la prima volta si applica nel pubblico impiego. Ne saranno soddisfatti i social killer alla Brunetta. Ma intanto gli universitari cominciano anche loro a vergognarsi…”
Parole che non hanno bisogno di commenti, ma che costituiscono un oggettivo segnale secondo il quale, come dicono i francesi, se prende avvio, come sta avvenendo, il soffocamento della dignità umana, subentrano poi la vergogna e l’umiliazione che uccidono il pensiero. Ed un popolo senza pensiero cos’è se non una sorta di tribù…destinato a morire ancor prima di incominciare a vivere ?
Un monito. L’Italia, anzi gli Italiani devono svegliarsi!
ARNALDO DE PORTI